POLITICA
Marche - Tolentino nel Cuore e Fratelli d'Italia: "Ci sono terremotati di serie A e di serie B?"
24 Novembre 2022

Da Tolentino nel Cuore e Fratelli d'Italia riceviamo

 

Ci sono terremotati di serie A e di serie B?

Con questo comunicato, a corredo della conferenza stampa indetta dai consiglieri di Centrodestra Silvia Luconi (foto), Monia Prioretti e Silvia Tatò per Tolentino nel Cuore e Francesco Pio Colosi per Fratelli d’Italia, si intende porre degli interrogativi all’Amministrazione Comunale guidata da Mauro Sclavi relativamente a delle questioni particolarmente importanti che riguardano la materia del terremoto, dell’area container e degli appartamenti in sostituzione delle sae.

Avremmo tanto da dire, realisticamente, partendo anche dai famosi 100 giorni di Sclavi che non sono altro che una propanazione di quanto la passata amministrazione ha imbastito, pensato, progettato e finanziato.

Abbiamo dovuto ingoiare rospi pesanti, leggendo affermazioni che parlano di operazioni “poco pubbliche e molto private”, riferendosi alla delocalizzazione della Saipa che il Sindaco e i suoi assessori continuano ancora a non capire, insistendo a guardare il dito e non la luna. Quella era l’operazione Palazzetto dello Sport, che univa anche la delocalizzazione di un’industria insalubre, oltre a dare spazi adeguati allo sport, ai giovani e al turismo, ma in consiglio comunale si sono sentiti fieri di dire che non era sostenibile per Tolentino e intanto i parquet delle nostre strutture sportive si gonfiano, i tetti fanno passare acqua, le caldaie si rompono perché sono vecchie, ma se quest’amministrazione e i suoi addentellati sostengono che sarebbe preferibile  “pensare meno in grande”, allora è dura fare opposizione di fronte a cotanta miopia.

Torniamo al terremoto:

in queste ore siamo stati informati da diverse persone che sono state contattate dall’amministrazione comunale per due questioni in particolare: la restituzione dei soldi del mobilio degli appartamenti in sostituzione delle sae e la chiusura dell’area container.

Relativamente al primo punto, ci preme sottolineare che chiedemmo qualche settimana fa con un accesso agli atti l’elenco delle persone che l’Ente intendeva richiamare per farsi restituire i soldi del mobilio che spettavano agli assegnatari degli appartamenti sostitutivi delle sae per un minimo di arredi. La risposta è stata la seguente: ”a seguito della nota della protezione civile numero 1348098 del 27/11/2020 sono ammessi a finanziamento solo gli assegnatari degli appartamenti costruiti con l’ordinanza 510/2018 e quindi solo quelli assegnatari degli appartamenti in C.da Pace, via 8 Marzo e Piazzale della Battaglia”. Niente di nuovo, in quanto eravamo forza di governo all’epoca e conosciamo alla perfezione tutta la questione.

Sappiamo che gli appartamenti in sostituzione delle SAE sono stati finanziati con 3 atti pubblici: delibera di Giunta Regionale n.827 del 17/07/2017 con la quale veniva finanziato Borgo Rancia; ordinanza del Commissario Straordinario n. 27 del 09/06/2017 con la quale venivano adottate misure per la riparazione del patrimonio edilizio pubblico inagibile e migliorabile sismicamente per soddisfare il fabbisogno abitativo (ex scuola Paterno, ex scuola Sant’Angelo ed ex ospedaletto); ordinanza della Protezione civile n. 510/2018 con la quale sono stati finanziati per 20.850.000,00 i lavori di P.le della Battaglia, 8 marzo, c.da Pace e c.da Paterno.

Per quanto riguarda gli arredi, inizialmente non previsti, con la nota della Protezione civile del 27/11/2020 vengono finalmente riconosciuti per un importo massimo di 4.000,00 euro ad appartamento, ma solo per gli immobili realizzati a seguito dell'ordinanza 510/2018.

 È evidente che si tratta di un refuso. È evidente che la norma è parziale perché aiuta alcuni terremotati, escludendone altri. Vediamo infatti numerosissime determine in queste ore che pagano legittimamente i mobili a chi sta andando a vivere ad esempio nelle nuove costruzioni di Cda Pace, ma sappiamo anche che altri cittadini vengono chiamati in comune a firmare un verbale con il quale si invita il terremotato a dichiarare o che restituisce i soldi, o che autorizza il fornitore ad andare a smontare e riprendersi la cucina o a dichiarare che può recuperare dall’abitazione inagibile il vecchio mobilio.

Riteniamo che non debbano esserci terremotati di serie a e di serie b e se ci si erge a tutela dei terremotati, lo si fa quando non si è forza di governo, ma anche e soprattutto quando si hanno ruoli attivi perché il politico la burocrazia la dovrebbe combattere. È fin troppo facile dire che la norma vieta di fare qualcosa; se si ravvisa un’ingiustizia nella norma allora quale momento migliore per un amministratore rivolgersi alle alte sfere governative cercando di trovare un dialogo?

Abbiamo informalmente sentito alcuni vertici governativi in queste ore e chiederemo di intervenire in via ufficiale per sanare un’evidente disparità di trattamento tra persone che hanno subito tutte e in egual maniera la stessa tragedia. Non troviamo giusto che si venga chiamati in ufficio a firmare un verbale con il quale si invita il terremotato a dichiarare o che restituisce i soldi, o che autorizza il fornitore ad andare a smontare la cucina o a dichiarare che può recuperare dall’abitazione inagibile il mobilio. Quando nelle sae hanno consegnato anche il contenuto non ci sembra che sia stato chiesto se avevano un mobilio per arredarle; allo stesso modo non ci sembra che a coloro che stanno arredando i nuovi appartamenti adesso legittimamente, venga loro chiesto se hanno del mobilio da recuperare nella loro abitazione.

Perché l’Amministrazione Comunale non si pone a tutela di queste persone che hanno già subito un grave danno, al pari di tutti gli altri terremotati e al pari di tutti gli altri terremotati dovrebbero essere trattati in egual maniera?

Passiamo poi ai containers.

La data del 31.12.2022 si avvicina. Abbiamo letto diverse dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Giombetti relativamente al fatto che la scadenza sia perentoria.

Ci sono due ordini di questioni:

la prima è che ci sono delle persone che a seguito di atti politici ben precisi fatti dall’Amministrazione di cui facevamo parte che citiamo e alleghiamo alla presente cartella stampa e che a seguito di un’ordinanza altrettanto precisa della protezione civile, la numero 779 del 20/05/2021 ha previsto che al fine di garantire l’economicità, l’efficacia e l’efficienza dell’azione della pubblica amministrazione e per facilitare il rientro alle normali condizioni di vita, i comuni interessati dagli eventi sismici, soddisfatto il fabbisogno degli aventi diritto, possono assegnare le strutture realizzate per l’emergenza al soddisfacimento di altre esigenze non direttamente connesse agli eventi sismici, secondo modalità e criteri fissati dalla regione territorialmente competente. Il comune, in attesa di modalità ancora più specifiche, con deliberazione di Giunta n.169 del 02/07/2021, ha stabilito di assegnare provvisoriamente gli alloggi disponibili o in via di completamento secondo i seguenti criteri di priorità:

Nuclei familiari ospitati presso l’area container di Tolentino per ragioni legate al sisma del 2016;

Nuclei familiari, attualmente in cas, che avrebbero avuto la possibilità di presentare domanda per assegnazione di alloggi sostitutivi sae, ma che non hanno potuto farlo per scadenza dei termini;

Nuclei familiari o soggetti singoli che per ragioni di carattere sociale opportunatamente evidenziate da relazione dei servizi sociali si trovino nella necessità di reperire un’abitazione;

Nuclei familiari che devono liberare le abitazioni di cui hanno dimora principale, abituale e continuativa per lavori di ricostruzione conseguenti al sisma 2016;

Nuclei familiari ospitati presso l’area container di Tolentino per ragioni diverse dal sisma.

A questa delibera, che è l’atto politico e la volontà della Giunta di cui facevamo parte e del Sindaco, sono poi  seguite due determine del funzionario che ne hanno dato corso, effettuando delle graduatorie in base alle quali si potessero consegnare gli appartamenti pronti e ancora non pronti.

Immediatamente dopo, le persone interessate sono state chiamate in ufficio, alla presenza del solo funzionario, invitate a compilare il documento che alleghiamo alla presente nota stampa, fatto individuare l’appartamento da assegnare e consegnata la planimetria dello stesso, che potesse permettere loro di organizzarsi logisticamente con mobilio e suppellettili.

Le domande che ci poniamo e che poniamo sono le seguenti:

Le graduatorie saranno rispettate e con esse anche le assegnazioni e le consegne o saranno fatte variazioni?

Le variazioni, se effettuate, saranno frutto di quali parametri e come saranno giustificate?

Gli assegnatari degli appartamenti che termineranno dopo il termine di chiusura dell’area container dove saranno collocati nel frattempo, consapevoli che a Tolentino si trovano pochissime case e per lo più si trovano ancor meno per un breve periodo?

Come saranno gestiti coloro che si trovano all’interno dell’area container che hanno problemi diversi rispetto al terremoto? (la domanda si riferisce alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale la quale sosterrebbe che la Giunta passata avrebbe mandato in quell’area tutti coloro che cercavano un alloggio, quando invece è che in alcuni casi la scelta è stata obbligata e non è così facile dire ad un cittadino che si deve trovare autonomamente un posto, quando magari è ai margini o ha altri tipi di problematiche e adesso, probabilmente, se ne renderanno conto da soli).

Teniamo a precisare che siamo favorevoli alla chiusura dell’area e alla sistemazioni in luoghi che possano essere chiamati appartamenti, ma chiediamo al Sindaco Sclavi e alla sua Maggioranza che attendere qualche mese in più, almeno fino alla consegna delle ultime costruzioni, farebbe comunque centrare un obiettivo, ma lo farebbe senza speculare politicamente sulla pelle delle persone.

La vita in un container non è sicuramente quello che ognuno vorrebbe per se stesso e per la propria famiglia, ma quelle persone non sono state deportate, ma hanno scelto quella soluzione perché in alcuni casi i proprietari dell’appartamento dove alloggiavano dopo il terremoto non rinnovavano l’affitto, per esempio, o in altri casi avevano dei disagi sociali particolari e l’unica alternativa alla strada era purtroppo quella.

Piano piano la nostra Amministrazione e il nostro Sindaco stavano cercando di aiutarli tutti, ma poiché non tutti gli appartamenti in sostituzione delle SAE erano e sono pronti si riscontravano delle difficoltà al reperimento degli alloggi, anche a causa dei lavori post sisma.

Inoltre non vorremmo che queste soluzioni temporanee alle quali il comune spinge adesso, diventassero poi, loro malgrado, definitive e gli appartamenti ad oggi assegnati agli stessi venissero dati ad altri, in forza di criteri che secondo loro sarebbero più oggettivi di quelli adottati da noi, in base sempre al conforto degli uffici.

Crediamo poi che sia difficoltoso per alcuni spostarsi da Tolentino: molti di loro non sono automuniti per esempio; inoltre è vero che tanti terremotati tolentinati hanno trovato alloggi fuori e noi non crediamo che ci sia la volontà solo di speculare; crediamo però che in alcuni casi l’integrazione per gli stranieri sia innegabilmente più difficile e a maggior ragione lo è se si viene trattati come dei nomadi, benché il c.d. “furbetto” possa palesarsi ovunque e quindi anche ai containers, ma non è certamente la regola.

Stiamo parlando di esseri umani e spostarli come se fossero oggetti senza aver predisposto, almeno al momento, un’alternativa credibile ci sembra una scelta miope ed inumana che pregiudica i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che tutto avverrà nel mese di Dicembre che ha un significato particolare per i credenti, ma anche per i non credenti e soprattutto per i bambini.

La nostra è un’opposizione che vuole costruire e al di là delle enormi differenze che ci sono tra il nostro e il loro modo di amministrare la città, tra il nostro e il loro modo di assumersi le responsabilità, ci mettiamo a disposizione per fornire un canale di dialogo con la Giunta Regionale e con il Governo Centrale relativamente alla questione del mobilio e non intenderemo speculare sopra la mancata chiusura dell’Area entro il termine inizialmente annunciato; capiamo che alle volte si danno date pensando in buona fede che si possa rispettarle, ma le problematiche pubbliche sono infinite, pertanto non si arrocchino e utilizzino queste settimane per tranquillizzare quella gente, dicendo loro che potranno rimanere fino alla consegna dell’appartamento assegnato e aiutando a trovare un altro luogo a chi, da solo non riesce.

 

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