POLITICA
Marche - Premio Ravera da Tolentino a Castelraimondo, Luconi: "Non si amministra a colpi di dispetti"
21 Aprile 2023

Da Silvia Luconi (foto), capogruppo di Tolentino nel Cuore, riceviamo

 

Ci tengo a sottolineare che la città ha molteplici sensibilità e molteplici gusti, pertanto un’amministrazione comunale deve cercare di occuparsi di tutte; non si può negare però che il Premio Ravera è stato un evento che a Tolentino ha creato molto movimento e molto interesse e che ha avuto tanto seguito anche a seguito di una musica nazional popolare che non muore mai.

Non ha mai nemmeno tolto spazio ad altro, in quanto nel 2020 ad esempio, abbiamo ospitato Daniele Silvestri con un sold out allo Stadio della Vittoria e in tempi di Covid; abbiamo continuato a supportare eventi cittadini ed associazioni locali che facevano eventi sul territorio per i giovani e non solo della nostra città. Lo abbiamo fatto, non seguendo gusti e simpatie o legami personali, ma vedendo quale seguito ci fosse in città in relazione all’evento.

Il Premio Ravera non si faceva perché piaceva all’Amministrazione Comunale o al Sindaco di turno; quello che un’Amministrazione Comunale deve saper intercettare è cosa piace al pubblico ed è innegabile che nelle ultime edizioni c’erano artisti che richiamavano tantissime persone e che per tantissimi anni hanno solcato i Palchi di Sanremo e sono stati in vetta alle classifiche. Solo nel 2020, periodo del Covid, abbiamo registrato un tutto esaurito e su quel palco c’erano nomi come Diodato che proprio in quell’anno vinceva il Festival di Sanremo (che tutti dichiarano di non guardare, ma che, numeri alla mano, tutti guardano ogni anno con curiosità e attenzione), ma anche come Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni, che, con un acustico di 20 minuti, ha incanto il Della Vittoria. A questi si sono aggiunti artisti, che piaccia o no, hanno fatto la storia della musica italiana e che, a dispetto dei commentatori da tastiera di Facebook che leggo anche in queste ore, hanno più seguito di quanto si possa pensare. Non penso sia poco avere in città il compianto Fabrizio Frizzi, che ha girato diversi giorni per le nostre vie e per i nostri ristoranti, Mara Venier, Carlo Conti, Pippo Baudo, ma anche Amadeus, che in virtù del suo contratto non concede ospitate, ma che per Tolentino ha fatto un’eccezione per ritirare un premio. E’ chiaro però che è nelle facoltà dell’Amministrazione Comunale decidere che taglio dare agli eventi e agli spettacoli cittadini, preferendo magari musica e cultura di nicchia, che pur ci deve stare e non l’ho mai negato, ma che non può prevaricare tutto il resto della cittadinanza, costringendola a recarsi altrove.

Una precisazione dovuta sui costi, perché altrimenti si può dire sempre tutto: leggiamo e ascoltiamo anche in Consiglio Comunale che il Premio Ravera sarebbe costato 150.000 euro. Questa è un’informazione errata, fuorviante e faziosa.

Prendendo a riferimento il 2021, il premio Ravera ha avuto 3 delibere di giunta dove come previsione, si metteva a bilancio prima 100.000 euro, poi 150.000, poi di nuovo 100.000, che comprendevano sponsor, sbigliettamento e risorse comunali. La chiusura dei conti dopo l’evento, che è tuttavia pubblica e consultabile, mette un punto definito ad illazioni che altro che non fanno che alimentare divisioni e creare confusione: a fronte di un totale di spese di euro 102.338,48 ci sono state entrate per euro 46.975,00. Il premio dunque è costato 55.363,48, con biglietti a prezzo calmierato (euro 20/25 euro massimo) e numero limitato di persone per emergenza covid. Nei 55.000 euro sono compresi anche la diffusione dell’evento su Raiuno e sui maggiori media italiani, che costerebbero altrimenti migliaia di euro.

Oggi si capisce in maniera chiara che si tende a cancellare gran parte delle cose che sono state fatte in precedenza, ma non si amministra a colpi di dispetti e una città identifica il Sindaco e la sua maggioranza non per cosa cancella, ma per cosa è in grado di fare.

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